“Settimana europea” al via con un convegno su immigrazione e integrazione — Lombardi nel Mondo

“Settimana europea” al via con un convegno su immigrazione e integrazione

Il carattere di grande attualità e drammatica urgenza dei tragici eventi verificatisi nel Mediterraneo in queste ultime settimane è stato al centro del seminario con cui si è aperta la “Settimana europea”, iniziativa promossa dal Consiglio regionale della Lombardia insieme alla Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali.

Promossi a Palazzo Pirelli dalla Commissione Affari Istituzionali sul tema “Europa e Regioni: esiste una vera politica per l’immigrazione e l’integrazione?”, i lavori del seminario sono stati introdotti dal presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo: “Non possiamo chiudere le porte, ma nemmeno aprirle in maniera scriteriata –ha detto Cattaneo-. Nell’Agenda europea per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi si sottolinea il ruolo degli enti locali nel favorire una corretta interazione tra migranti e società ospite, anche mediante i servizi e le attività offerte. I processi di integrazione prendono avvio alla base e, per questa ragione, le politiche vanno formulate con un approccio pragmatico, lasciando spazio anche alla capacità del tessuto civile. Un segnale incoraggiante a cui guardare con fiducia riguarda il livello di integrazione degli immigrati in Lombardia –ha concluso il presidente Cattaneo-: questo migliora costantemente all’aumentare degli anni di permanenza sul nostro territorio”.

A presiedere i vari momenti del seminario sono stati  il presidente della Commissione Stefano Carugo (PdL), coadiuvato dal Vice Presidente Fabio Pizzul (PD) e dal Consigliere Segretario della Commissione Silvana Santisi(Lega Nord).  
“Abbiamo organizzato questo appuntamento –ha detto Carugo– perché vogliamo più integrazione tra Lombardia e Europa sulle politiche per l’immigrazione. Vogliamo capire come poter accedere più facilmente ai fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per la gestione di interventi legati a immigrazione e integrazione, e chiediamo all’Europa di lavorare maggiormente a stretto contatto con noi”.
“Il problema dell’immigrazione va affrontato con oggettività –ha sottolineato Fabio Pizzul– e temi come questo non possono essere più oggetto di strumentalizzazione e propaganda politica, ma devono diventare oggetto di politiche concrete e razionali da condividere con l’Europa. Nel fare questo, però, teniamo conto che gli esempi migliori di processi di integrazione vengono sempre dal basso e dalla quotidianità!”.
“I Comuni sono quelli che fino ad oggi hanno fatto fronte all’emergenza dell’immigrazione con il maggior carico di responsabilità –ha evidenziato Silvana Santisi–  ma ora la situazione sta diventando drammatica e non possono più essere lasciati soli: occorre che le istituzioni facciano sistema e si coordino a tutti i livelli. E’ una questione che deve investire l’aspetto umano, quello della sicurezza e quello dei servizi”.

Le conclusioni sono state affidate a Simona Bordonali, Assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, che ha spiegato come la Lombardia accoglie circa 1.129.000 immigrati, il 23,2% del totale nazionale, con un aumento di 800mila immigrati solo negli ultimi dieci anni. “In un periodo in cui esiste una emergenza abitativa oltre che una crisi occupazionale –ha ribadito la Bordonali- non possiamo più permetterci di accogliere altri extracomunitari, semplicemente perché non possiamo offrire loro diritti elementari come casa e lavoro. Il tasso di disoccupazione tra gli immigrati già integrati è salito al 14,4% nella nostra regione: prima dobbiamo pensare a dare una risposta a chi si trova già sul territorio lombardo”.

Sulle politiche della UE legate all’immigrazione e all’integrazione sono intervenuti Fabrizio Spada, rappresentante della Commissione europea a Milano; Paulo Rocha Trindade, Direttore Generale delle Politiche orizzontali e Reti del Comitato delle Regioni, secondo cui “integrazione vuol dire innanzitutto imparare a parlare la lingua del Paese d’accoglienza”; Marina D’Odorico della Fondazione ISMU, che ha presentato il progetto europeo EMILL dedicato ai moduli di integrazione a livello locale. Sono seguite le relazioni di Giancarlo Blangiardo dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità secondo cui “il “serbatoio” dell’immigrazione si sta esaurendo, ma si arriverà comunque a un milione e mezzo di immigrati in Lombardia nei prossimi 20 anni” e di don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana, che ha evidenziato come “il problema dell’immigrazione esiste ma lo si può affrontare senza paure e con buoni risultati”.
Fabrizio Spada ha spiegato come la UE sta lavorando per semplificare e rendere elettronica la concessione del visto e unificare le legislazioni sulle richieste di asilo, in forte crescita e costante aumento: “L’opinione pubblica ha in mente i drammi dei barconi –ha detto Spada-, ma il 90% di immigrati clandestini arriva con l’aereo o il pullman o con permesso turistico. Il 30% degli immigrati arriva per ricongiungimenti familiari, il 20% per motivi di studio: a livello europeo si sta pensando a un provvedimento specifico per gli immigrati lavoratori stagionali”.

 

Al fine di porre rimedio alle emergenze umanitarie che in questi ultimi mesi stanno manifestandosi in modo sempre maggiore, il Consiglio regionale lombardo sollecita la revisione immediata degli accordi di Dublino 2 attraverso la modifica della previsione che lascia in capo allo “Stato di primo arrivo” tutte le incombenze di assistenza e accoglienza, chiedendo di sancire il principio della redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo la compartecipazione economica e operativa della UE alle spese e agli sforzi sostenuti dall’Italia in materia di politiche immigratorie e di contrasto all’immigrazione clandestina: “Lampedusa è confine d’Europa, non solo d’Italia” ha evidenziato don Roberto Davanzo. In particolare Fabio Pizzul ha sottolineato la necessità della compartecipazione finanziaria della UE nel garantire assistenza ai minori stranieri non accompagnati e, insieme a Stefano Carugo, ha sollecitato l’implementazione di accordi con i Paesi confinanti con l’Unione europea per la riammissione degli extracomunitari respinti lungo le frontiere.

 

Fonte: www.lombardiaquotidiano.it

 

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martedì 28 Gennaio, 2020