Storia ed emigrazione — Lombardi nel Mondo
Storia ed emigrazione
La Ducati: dal mitico Cucciolo alla MotoGP
La geniale invenzione che attraversò in maniera trasversale la società globale colpita duramente dalla guerra mondiale. Non tutti possedevano una macchina per trasportarsi invece ogni famiglia ne aveva almeno una bici.
L’obelisco al posto di San Nicola Di Bari
Buenos Aires, 12 marzo 2019 – La mania di demolire, sotto pretesto di modernizzare ogni città, ha fatto sì che veri gioielli dell’architettura, testimoni indifesi della storia, siano stati rasi al suolo senza pietà. Quest’è la storia di un usurpatore diventato il simbolo della Città Autonoma di Buenos Aires.
Gelato: dall’Italia all’Argentina
Buenos Aires, 05 marzo 2019 – Malgrado l’ennesima crisi economica che colpisce l’Argentina, che coinvolge tra l’altro la chiusura di aziende e negozi diversi, ci sono dei settori in cui l’equazione creatività-qualità–prezzo continuano ad andare avanti. Il buon gelato italiano è uno di quelli.
Il ministro argentino del III Reich
Buenos Aires, 05 marzo 2019 – Nel contesto della Seconda Guerra Mondiale occorre aggiungere qualcosa in più. Se da una parte la Germania nazista poté sviluppare una strategia in territorio argentino, anche l’Argentina ebbe contemporaneamente un forte riferimento a Berlino: il direttore dell’apparato politico-agrario del Terzo Reich, Richard Walther Oscar Darré.
Sulle tracce del maestro Luigi Ricci
Rafaela, 05 marzo 2019 – Come Nicola Provvidenti, Gaetano Garrappa, Remo Pignoni ed altri, Luigi Ricci diede il suo proficuo contributo alla cultura musicale di Rafaela e l’intera Provincia di Santa Fe.
L’impero dei liquori creato dai lombardi Callerio-Porta
Un pezzo della grande storia delle famiglie Callero e Porta che dalla Lombardia sono emigrate a Cordoba, in Argentina, per fondare un colosso industriale nel settore delle bevande.
Sulle tracce di Ludovico Paganini
L’opera di Ludovico Paganini rende omaggio alla vita vicino all’acqua e alla natura vissuta sin da piccolo nei pressi del Mincio e fino all’ultimo respiro di fronte all’Ubajay.
Il volo dell’idrovolante “Buenos Aires”
“Sulle tracce degli aviatori italiani in Argentina”, ecco il titolo dell’articolo scritto qualche anno fa per il nostro Portale Giornalistico, che fa scattare la ricerca di un italiano residente in Nuova Zelanda.
Sulle tracce del Sergente Luigi Edoardo Capparucci
Cent’anni fa, sul finire della Grande Guerra d’Italia, un pilota da caccia pregava alla Madonna a bordo del suo piccolo aereo quando la morte sembrava inevitabile. “¡Madonna mia, aiutami tu! Che la morte sia rapida”. Luigi Edoardo Capparucci, un mio concittadino italo-argentino, volontario al servizio della 78ma. Squadriglia da Caccia della Regia Aeronautica Militare Italiana
L’eroe italoargentino del Monte “Due Sorelle”
Oscar Ismael Poltronieri, 18 anni, analfabeta, appartenente alla 3° Sezione mitragliere MAG, Compagnia B, Reggimento Fanteria Meccanizzata 6 (BIM6), per le azioni di combattimento durante la battaglia del Monte “Due Sorelle” in Malvinas, gli fu consegnata, in vita, la Croce della Nazione Argentina all’Eroico Valore in Combattimento.
Sulle tracce dei caduti italo-argentini in Malvinas
Il nostro caporedattore in Argentina, Giorgio Garrappa Albani, rintraccia gli ufficiali, sottufficiali e soldati italo-argentini morti in combattimento durante i 74 giorni di guerra tra le Forze Armate Argentine e le truppe della Task Force britannica, nel 1982.
Sulle tracce dell’ingegner Catello Muratgia
7 luglio 2018 – Questo articolo di Giorgio Garrappa ci permette non solo rintracciare l’emigrato italiano Catello Muratgia ma intravedere con chiarezza quel concetto di Newman: “Carceri e prigioni non fanno che denudare l’ideologia dei fattori di controllo sociale di un sistema politico”.
Il ricordo del “Carroccio” di Legnano rivivrà a Santa Fe
Veracruz (Argentina) 17 maggio 2018 – Ho sempre creduto che in ogni evento importante dell’umanità c’è sempre stato presente un italiano. In altrettante cose siamo stati i primi. Giulio Cesare, Archimede, Dante, Michelangelo, Virgilio, Galileo Galilei, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Leonardo, Guglielmo Marconi, Alessandro Volta, Rocco Petrone, Rita Levi-Montalcini e tanti altri così lo testimoniano.
Alfonsina: disposta a tutto…
In tedesco antico Ala=tutto e Funza=valoroso che uniti significano estremamente coraggioso. Nel suo nome, Alfonsina rinchiude dal battessimo un significato premonitorio. A solo 4 anni, emigra con sua famiglia in Argentina, dove resterà fino all’età di 46 anni quando muore suicida, annegandosi in mare, non sopportando il ritorno del cancro che credeva di aver superato tre anni prima.
Sulle tracce dell’italo – argentino Giovanni Geloso
Chi non ha avuto od almeno almeno visto un registratore a nastro in giovinezza? In Argentina era frequente chiederne un registratore a papà ed avere la gioia di trovare un “Gelosino” all’indomani.
Sulle tracce del Ministro Juan Pistarini
Gli argentini sono molto abituati a chiamare l’Aeroporto Internazionale di Buenos Aires: Ezeiza. I turisti invece, sono informati dai comandanti degli aerei, che stanno per atterrare all’Aeroporto “Ministro Pistarini”della Capitale dello Stato argentino.
Sulle tracce di Eva Peròn…
64 anni fa “passava all’immortalità” Maria Eva Duarte. La donna che, nel giro di solo sette anni, spaccherebbe l’Argentina in due: quegli che la amavano e quegli che la odiavano con tutte le loro forze. Benché oggi il suo corpo mummificato giaccia, presumibilmente, nel cimitero della Recoleta, c’è ancora qualcosa che non emerge sul mistero di Evita. Questa intervista ad Aldo Villagrossi cerca di dipanarne la matassa.
Dagli Appenini alle Ande …
Quest’articolo non gira su quel film, anche se la metafora può servire da prefazione ad un’altra appassionante storia riguardanti il peronismo nei confronti del nazifascismo.
Sulle tracce di Cesare Civita
Nasce a Milano il 4 settembre 1905. Cresce in un’agiata famiglia ebrea di commercianti e si rivela fin da giovanissimo molto intraprendente.
Sulle tracce del tanto temuto “Petiso Orejudo”
In un ambiente nazionale degradato dalla promiscuità, le mancanze igieniche e quant’altro, in cui vivevano migliaia di emigrati italiani, per forza doveva maturare pure il delitto. L’omicidio, non era altro che una bruttissima conseguenza di questo degrado.
Document Actions


