La convention repubblicana di Tampa — Lombardi nel Mondo

La convention repubblicana di Tampa

L’uragano Isaac ha minacciato e rinviato l’inizio dei lavori della convention repubblicana di Tampa, ma tutto sommato non ha causato grandi danni semplicemente perché non c’erano e non ci sono aspettative di rilievo.x

I supermercati della Florida hanno sostituito da anni i sacchetti di plastica con quelli di carta rinforzata, che talvolta pubblicizzano la catena di vendita, ma molto più spesso descrivono la “hurricane route” ovvero che pesci prendere nel caso arrivi un uragano. La gente lo sa, e come succede per le sigarette, ad un certo punto non ci fa più caso. Guarda le fotografie dei diversi panorami della città mutati per via dei fenomeni atmosferici, e poi continua a camminare lungo la spiaggia infinita del golfo del Messico senza la paura di scottarsi le piante dei piedi perché la sabbia non è composta da silicio e compagni, ma dai resti delle carcasse dei molluschi.

E anche per le convention, compresa questa repubblicana, l’interesse è scemato e la gente preferisce fare altro. Niente di nuovo, quindi. Se una volta le convention servivano a dare un’idea dei partiti, adesso l’interesse si è cristallizzato sui dibattiti, e la maggior parte dei media americani ha ridotto i servizi per mantenere i programmi che il pubblico desidera di più.

Addirittura in questo contesto molte reti televisive si sono spostate a New Orleans dove si celebra l’anniversario di Katrina, e magari confrontare il comportamento verso i problemi relativi ai disastri naturali, magari influenzati dall’uomo, di Obama e George W. Bush.

La performance di George W. Bush Obama danneggiò moltissimo il partito repubblicano, e in fondo in fondo molti repubblicani si aspettano un disastro per vedere come se la cava Obama, per affondarlo in caso di negligenza o minimizzarne, ovviamente, i possibili risultati positivi. Le solite crisi con i soliti pericoli che chissà perché possono favorire l’acquisizione degli stati altalenanti.

Improbabile che un uragano possa decidere il voto di novembre ma molto più facile che polarizzi l’attenzione sul problema reale dell’ambiente piuttosto che focalizzarsi sulla realtà di un Paese che fa troppa fatica a tenere il passo dei cambiamenti del mondo. Obama sembra essere ancora in testa alla corsa con Romney, sempre a una incollatura, quando il traguardo finale è ancora lontano.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

27 agosto 2012

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