Terremoto in Venezuela, il governo dichiara lo stato di emergenza. Devastate diverse aree a nord-ovest del Paese
Nel tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno 2026, il Venezuela è stato colpito da una violenta sequenza sismica, rivelatasi come il terremoto più potente degli ultimi 126 anni.
Il catastrofico evento si è verificato precisamente alle ore 18:04 e alle 18:05 (in Italia alle ore 00.04 e alle 00.05 della notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno).
Una serie di violente scosse telluriche (la prima di 7.2, la seconda di 7.5 di magnitudo), avvenute a pochi secondi di distanza l’una dall’altra, hanno devastato diverse aree a nord-ovest del Paese causando il crollo di vari edifici nella capitale Caracas e danni significativi all’aeroporto internazionale Maiquetìa (video by Il Mattino.it) che ha sospeso i voli.
Nello specifico, il terremoto è stato geo-localizzato a una profondità di circa 10km circa, a circa 16km sud-ovest della città di Moròn, nello stato di Carabobo, costa settentrionale del Venezuela. Le autorità venezuelane hanno prontamente diffuso messaggi alla popolazione rivolti a mantenere la calma e seguire le indicazioni di sicurezza nel mentre proseguono le operazioni di soccorso per estrarre le vittime dalle macerie.
Contatti con nostri corrispondenti a Barcelona (Venezuela, Stato Anzoàtegui) riferiscono che al momento, nella numerosa comunità italiana residente non sembrano esserci cittadini italiani o lombardi coinvolti direttamente nella tragedia che ha colpito il già martoriato Paese.
Su questo tema, per quanto riguarda i nostri connazionali, l’ambasciatore italiano a Caracas Giovanni Umberto De Vito ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, confermando che al momento non risultano vittime o feriti italiani.
Tuttavia, l’impatto della catastrofe sulla numerosa comunità italiana, altresì composta da moltissimi cittadini di origine lombarda storicamente residenti nel Paese, si è rivelato alquanto evidente con diverse abitazioni di connazionali gravemente danneggiate o distrutte.
L’Unita di Crisi della Farnesina, insieme a Consolato Generale a Caracas e al Consolato di Maracaibo, è attivamente al lavoro per monitorare la situazione, mappare la presenza dei nostri connazionali e offrire tutta l’assistenza necessaria.
Per informazioni o contatti, ecco i canali ufficiali attivi in questo momento:
- Canali della Farnesina (Roma) – il numero dedicato alle emergenze è 00390636225 per chiamate dall’estero; 0636225 per chiamate dall’Italia.
- Dove siamo nel Mondo – per facilitare i tracciamenti è fondamentale che i connazionali ancora presenti in Venezuela siano registrati o aggiornino la propria posizione sul sito web ufficiale dovesiamonelmondo.it o tramite app “Unità di Crisi”.
Contatti di emergenza in Venezuela: la rete consolare ha attivato i numeri di reperibilità-emergenza da utilizzare esclusivamente per situazioni di reale e immediato pericolo:
- Ambasciata d’Italia a Caracas: numero cellulare emergenza: 00584122364654;
- Consolato Generale d’Italia a Caracas: numero tel. 00584123341882;
- Consolato Generale d’Italia a Maracaibo: numero tel. 00584146192244;
Nota importante: Le autorità raccomandano di seguire scrupolosamente le indicazioni della Protezione Civile locale e di limitare l’uso dei telefoni cellulari alle sole comunicazioni essenziali per non sovraccaricare le linee, preferendo, dove possibile, i messaggi di testo o internet.
Alla televisione venezuelana, la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza e confermato un primo bollettino ufficioso che parla di oltre 30 morti e 700 feriti ricoverati in ospedali; altresì ha lanciato un appello alla popolazione e all’unità nazionale: “Dopo le due prime scosse abbiamo avuto 20 repliche. Il mio messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare più vite possibili“.
Anche gli Usa si stanno prodigano, offrendo il loro supporto e aiuto alla popolazione. Come sempre in questi casi, il quadro della situazione è in continua evoluzione così come i numeri che purtroppo si presume sono destinati a crescere. (fonte-foto/ilpost.it)









