Vivere e lavorare a Tokyo, Giappone… e qualche consiglio — Lombardi nel Mondo

Vivere e lavorare a Tokyo, Giappone… e qualche consiglio

Se volete emigrare a Tokyo, Giappone, per lavoro, vi raccontiamo l’esperienza di un amico che a Tokyo è vissuto ed ha lavorato per un paio di anni per una multinazionale

Lascio la parola ad Alex Coidan.

 

“Se avete la possibilità di vivere e lavorare in Giappone, prendetela, ma preparatevi per un grande schock culturale.

 

Nonostante il Giappone faccia tendenza quanto Milano, non è più alla moda per fare business in Asia – ditte occidentali adesso guardano alla Cina e all’India ed un forte yen unito a precarie prospettive economiche non aiutano a promuovere il Giappone come un’attraente alternativa. 

 

Ma come Londra e New York, Tokyo è una delle maggiori città del mondo, con un GDP equivalente al 67 per cento di quello dell’intera Italia, ed è probabilmente la più comoda città in cui vivere al mondo. Nel raggio di 300 metri dal mio appartamento c’erano 10 negozi di alimentari, 3 supermercati, centinaia di bar e ristoranti, una stazione, tantissimi negozi ed un parco – e tutti i quartieri di Tokyo sono così. Aggiungete fantastici trasporti pubblici (1 euro per un viaggio), cibo fantastico e non solo se vi piace il pesce (leggete questo articolo sulla pizza), strade pulitissime, moltissime trendy destinazioni da scoprire e Tokyo diventa presto uno dei migliori posti al mondo dove vivere.

 

Allora qual’è la fregatura? Io ero fortunato perchè lavoravo per una multinazionale occidentale però la vita in ufficio era drammaticamente differente da quella in Europa. Innanzitutto, gli orari di lavoro. La gente arriva in ufficio solo un paio di minuti prima delle 9 ma aspettatevi che la maggior parte degli impiegati sia ancora lì 11 o 12 ore dopo. Dopodichè molti ’salary man’, impiegati di uffici, rimangono fuori a bere fino alla partenza dell’ultimo treno, disdegnando la famiglia fino al fine settimana.  

 

Nonostante le cose stiano cambiando, l’ufficio è dominato dalla presenza di uomini e molti Giapponesi pensano che una madre debba fare la casalinga e non lavorare in ufficio.

 

In Giappone non si mostrano le emozioni come in Europa – ci vuole tempo per abituarsi alla tranquillità, all’educazione e alla struttura con la quale si fanno le cose.  Qualsiasi cosa dica il più anziano è legge, indipendentemente dalla competenza, ed il Giappone non è basato sulla meritocrazia.

 

Come straniero potete aspettarvi di essere trattato bene, a volte come una curiosità, ma siate preparati perchè i miti riguardanti il Giappone e il resto del mondo sono fissati e non potete fare niente per cambiarli. 

 

Se volete capire meglio la vita lavorativa in una ditta giapponese vi consiglio ‘The Blue-Eyed Salaryman’ di Niall, soprattutto se andate a vivere fuori Tokyo.

 

Il Giappone è un bellissimo posto dove vivere, un interessante posto dove lavorare, e da prendere in considerazione se volete passare del tempo in Asia.”

 

Alex Coidan è vissuto ed ha lavorato a Tokyo per 2 anni e consiglia Time Out Shortlist (2007) a chi visita Tokyo.

 

Vive in Cina e potete seguire le sue avventure su www.twitter.com/placeguru.

 

http://www.italiansinfuga.com/category/giappone/

 

 

 

…e grazie per non averni fatto sentire un gaijin, uno straniero. Partenza da Milano Malpensa con JAL, la puntualissima, efficentissima e pulitissima compagnia aerea giapponese. Già stando a bordo, uno si rende conto dell’educazione di questa gente:inchini, riverenze, tono della voce che non sembra un megafono come capita tante volte qui da noi e poi….i videogiochi. Ahimè, viaggio da 23 anni, ma non sono mai riuscita a dormire in aereo, nemmeno quando sono andata in Australia! Atterriamo a Narita, una pulizia ed un ordine da far spavento (l’aeroporto di Bombay è un’altra cosa) e, dopo il recupero dei bagagli, mi ritrovo il signore con il cartello con scritti i nostri nomi (viaggiavo con mia mamma), sia nella nosta lingua che nei loro simboli! Si parte per il centro città (il gruppo lo trovavamo solo durante le escursioni, per il resto venivamo lasciate libere!). Narita dista circa 60 Km. dall’Hotel in cui alloggiavamo a Tokyo, situato nel quartiere di Shinjuku, di fronte al modernissimo, nuovissimo ed antisismico Municipio. Il giorno dopo, si parte per l’escursione, attraverso il Palazzo Imperiale, ahimè solo dall’esterno, il quartiere di Asakusa, Rappongi, la mitica Ginza, la Torre di Tokyo, che ricorda molto la Tour Eiffel e…fortuna delle fortune..da lassù sono riuscita ad ammirare la cima del Fuji!. Omotesando con i suoi negozi, quindi il Tokyo Disneyland (mi mancava solo quello dato che ad Orlando, Los Angeles e Parigi ci sono stata parecchie volte). Si parte sullo Shinkansen, il mitico treno proiettile per Kyoto, prima però ci fermiamo ad Hakone, famosa per le sue solfatare e le uovo nere (dato che sono cotte nell’acqua delle solfatare!). Kyoto..che spettacole. Le geishe (ahimè, non sono nemmeno riuscita a vederne una!), i templi sia shintoisti che buddhisti, dove, all’interno di uno di questi, è stata ricostruita una vera cerimonia con tanto di Shogun e geishe, Gijon, le tipiche stradine della città vecchia, al contrario di Tokyo, Kyoto non è stata bombardata!, i ristorantini tipici ed infine Nara, dove anche i bambi ti fanno l’inchino se tu dai loro anche solo un pizzolo tozzo di pane. Un’esperienza da rifare, un viaggio che ti fa capire ed apprezzare l’educazione, il savoir faire di queste perosne che vivono il loro futuro, che vivono nel futuro…con un pizzico di ritorno al passato!

Marzia.

 

marzia19692002@yahoo.it)

 

http://www.viaggeria.it/mondo/cdv/consiglio.asp?id=1380

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martedì 28 Gennaio, 2020