Il turismo di ritorno verso la via della fede del preziosissimo sangue di Gesù Cristo

Tre momenti storico-religiosi

La giornata del 18 settembre, nel primo momento, intende sottolineare come il sentimento religioso legato alla Sacra Reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo, conservato a Mantova, si rapporti necessariamente all’epoca storica in cui il nostro paese nel Sacro Romano Impero apparteneva a una Europa unita sotto Carlo Magno, che promosse un nuovo ordine sociale, economico e religioso, dopo anni di disgregazione e di divisione. Nella visione di Carlo Magno, la religione è fattore di unità. San Paolo agli Efesini scrive: “Gesù è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, per mezzo della sua carne. …Per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in sé stesso l’inimicizia”. È il prezioso Sangue di Gesù che ha fatto e fa cadere il muro di separazione tra gli uomini.

Nel secondo momento, relativo al periodo di San Pio X, l’attenzione è rivolta a un nuovo ordine sociale economico e religioso nella seconda metà dell’Ottocento, tempo in cui l’emigrazione è un fenomeno molto rilevante nel processo della faticosa nascita dello Stato unitario e nei nuovi rapporti tra Stato e Chiesa (di cui mons. Bonomelli vescovo di Cremona si occupò molto spesso con una visione priva di nostalgiche rivalse per la perdita del potere temporale della Chiesa).

La Chiesa italiana ha affrontato il tema migratorio ancor prima della nascita e del consolidamento di una rete consolare all’estero del neonato Stato unitario e di una politica nazionale a favore degli emigrati.

L’universalità delle radici cristiane pur nelle difficoltà del momento storico ha consentito di mantenere un rapporto tra la madrepatria e le comunità italiane all’estero. Bisogna tenere presente che i nostri emigrati andavano in paesi dove non esistevano strutture e tutele sociali. Spesso costituivano una forza lavoro che avrebbe sostituito gli schiavi portati nei decenni precedenti, come avvenne in Brasile. Erano migranti economici che non avevano ancora consapevolezza di una nuova identità nazionale ma solo la memoria di avere una appartenenza culturale e religiosa con l’Italia.

Il ricordo dell’azione del Vescovo di Mantova Giuseppe Sarto, futuro San Pio X, e della sua lettera pastorale al clero mantovano a favore degli emigranti Mantovani nel 1887 e della sua opera successiva, ci fa riflettere sulle principali questioni che l’emigrazione porta con sé e cioè la perdita della speranza per una vita migliore nel proprio paese e il sogno di vivere più dignitosamente in un‘altra nazione, anche se questo non sempre si è realizzato. Un richiamo quindi alla tolleranza, all’accoglienza e alla socializzazione, non solo come valori cristiani, ma come elementi di convivenza civile sanciti dalla nostra Costituzione. Questo contro ogni discriminazione o politiche di odio anche razziale in un comune impegno per la integrazione e la comprensione reciproca in una Europa che dovrà svolgere il suo ruolo, avvalendosi delle sue radici cristiane e con il suo patrimonio di umanesimo latino alla base della sua civiltà. Si può accennare alla proposta di dedicare la Stazione di Mantova a San Pio X.

Il terzo momento

La globalizzazione e l’esplosione della rete digitale, la crisi delle istituzioni statuali e l’inefficacia crescente dei confini nazionali, ci fanno riflettere. L’Italia possiede un patrimonio di cultura unico al mondo. Nella previsione di un nascente Commonwealth italico – che affiancherà gli altri storici Commonwealth quali quello inglese e quello spagnolo – c’è chi intravede la prosecuzione, in un mondo globalizzato in cui tutto sta cambiando, dell’opera di civilizzazione che storicamente l’Italia ha portato nel mondo: con la musica, l’arte, la letteratura, il cinema, il design, la moda, il cibo. Ai nostri giorni il globale permea il locale e il locale con molta facilità riesce a raggiungere il globale: tale fenomeno si può chiamare glocalismo. Il glocalismo, che tiene insieme globalizzazione e localismo, ne limita le polarizzazioni: una globalizzazione selvaggia senza limiti e vincoli, un localismo che si avvita pericolosamente su sé stesso. La paternità di questa riflessione appartiene a Piero Basseti di Milano, che intravede un ruolo importante svolto dai duecentocinquanta milioni di italici – cioè quelli che apprezzano il modo di sentire e di vivere dell’Italia – sparsi nel mondo: il futuro del mondo va in questa direzione. Il territorio elettivo dell’italicità sarà la rete digitale e, in particolare la Piattaforma Italica.

Le braccia aperte di Cristo in croce, la dimensione universale della fede cristiana, il mandato di Cristo ai discepoli di “andare in tutto il mondo per evangelizzare tutti i popoli” possono svolgere un ruolo importante nella futura comunità umana.

18 Settembre 2021 – Il discorso del Vescovo di Mantova Monsignor Marco Busca alla manifestazione sul Turismo di ritorno sulle Vie della Fede e del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo, organizzato dalla Associazione Mantovani nel Mondo. Tra gli obbiettivi della giornata presentare il progetto per l ‘ intitolazione della Stazione di Mantova a San Pio X e l’organizzazione di un treno storico Lombardo-Veneto per l’inaugurazione del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova.

Appendice

Il contesto storico tra ieri e oggi

  1. La prima grande emigrazione italiana transoceanica è stata lombardo-veneta (1873 – 1896). Questa fu dovuta ad una grave crisi economica nel nuovo stato unitario che spinse migliaia di emigrati ad espatriare principalmente verso il Brasile. All’estero non vi era ancora una rete consolare italiana per cui a questa assenza, nonostante la crisi tra Stato e Chiesa, ha supplito la Chiesa con straordinarie figure di religiosi che fondarono e guidarono i loro Istituti a sostegno dei nostri emigranti come Monsignor Giovanni Battista Scalabrini, Santa Madre Cabrini, San Luigi Guanella (che ebbe un forte legame con San Pio X) e Monsignor Geremia Bonomelli (il cui discepolo fu Don Primo Mazzolari). Tutti di origine lombarda. In questo contesto si deve inquadrare l’opera del Vescovo di Mantova Giuseppe Sarto, futuro San Pio X, che intervenne con una lettera pastorale nel 1887 al clero mantovano per sostenere gli emigranti mantovani.
    • In quel momento storico gli italiani furono migranti economici: dal 1880 al 1920 partirono due milioni di Lombardi e circa 50 mila Mantovani.
    • La discussione che si aprì fu quella di chiedersi se era emigrata la parte migliore o più negletta della società.
    • I nostri emigrati andarono a sostituire la manodopera degli schiavi, resi liberi dalle nuove leggi approvate nel Nuovo Mondo.
  1. L’emigrazione italiana dal 2006 al 2019 è più che raddoppiata, avendo all’estero quasi sei milioni di italiani iscritti all’Aire (Anagrafe Italiani residenti all’estero), con un aumento di oltre il 70 % (fonte Rapporto italiani nel mondo 2019 elaborata da Migrantes) e con un primato consolidato della Lombardia, seguita dal Veneto. La Lombardia ha circa 500 mila cittadini all’estero e circa 30 mila Mantovani in modo permanente.
  2. L’ attuale emigrazione è di tipo economico e ha superato l’immigrazione di stranieri nel nostro paese.
  3. I nuovi italiani cioè gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana dal 2012 al 2017 sono circa 750 mila
  4. La struttura legislativa e consolare italiana all’estero, nonostante una specifica rappresentanza politica in Parlamento, non è affatto adeguata ai nuovi bisogni delle nostre comunità all’estero.
  5. Il sistema associazionistico italiano all’estero è in crisi in quanto le nuove forme di aggregazione degli italiani all’estero sono molto diverse dal passato. In Lombardia non è più attiva l’Associazione dei Valtellinesi, Gente Camuna pur essendo attiva non ha più partecipato ai Bandi regionali negli ultimi anni, è tornata attiva a livello regionale l’Ente Bergamaschi nel Mondo. L’ unico sodalizio che ha sempre svolto una attività continuativa con la Regione è l’Associazione Mantovani nel Mondo, fondata il 10 dicembre 1997.
  6. È cambiato completamente il concetto di italianità e di cittadinanza, essendoci oramai una comunità diffusa nel mondo legata al nostro paese in quanto ne apprezza la cultura, la moda, l’arte, la musica, la cucina, la sensibilità sociale: comunità che potremmo chiamare “italica”; questa espressione proviene dall’esperienza acquisita da Piero Bassetti in molti anni di viaggi e contatti con l’Estero ed è contenuta nel suo libro/manifesto “Svegliamoci italici”.

In questi anni l’Associazione Mantovani nel Mondo, essendo inserita nel tavolo tecnico sul Turismo di ritorno del Ministero degli Esteri ha svolto le seguenti attività:

  1. 2019 – Promozione del Turismo di ritorno sulle Vie dell’acqua
  2. 2020 – Promozione del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova e istituzione della Biblioteca dell’Emigrazione depositata presso la Biblioteca Comunale di Mantova “G. Baratta”.
  3. 2021 – Promozione del Turismo delle radici sulla Vie della Fede:
    1. 10 luglio – Convegno a Guidizzolo
    2. 17 luglio – Convegno a Sabbioneta
    3. 18 settembre – Convegno a Mantova
  4. 2022 – Promozione del Turismo di ritorno su strada ferrata verso il Porto di Genova e partecipazione alla inaugurazione del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione.

 

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