Disavventure appena arrivata in Brasile — Lombardi nel Mondo

Disavventure appena arrivata in Brasile

Manuela Moscarella ci racconta le disavventure dei primi tempi in Brasile dove ha avuto l’opportunità di andare a studiare per alcuni mesi. Tratto da Italiansinfuga

Mi chiamo Manuela ho 25 anni e vivo a Napoli.

Studio lingue all’università, in particolare adesso mi sto specializzando in portoghese, quindi quando l’anno scorso la mia università ha pubblicato un bando per andare a studiare 4 mesi in un’università brasiliana non ho esitato a concorrere.

Ho vinto e così il 10 agosto 2011 sono partita, la mia destinazione era l’Universidade Federal Fluminense di Niteroi una città situata nella baia di Guanabara a 10km da Rio de Janeiro.

Il primo mese che ho trascorso lì è stato davvero difficile. Ero così felice di essere in Brasile che non me ne rendevo conto ma le difficoltà sono state moltissime.

Innanzitutto pur studiando portoghese da anni, il brasiliano non è proprio la stessa lingua e spesso i brasiliani mi sottolineavano che io parlavo un portoghese “del Portogallo”.

La prenotazione per l’ostello che abbiamo fatto da qui, una volta arrivate ci siamo rese conto essere una bufala. Così abbiamo dovuto cercare un luogo qualsiasi dove dormire la prima notte.

Trovammo un monolocale sporco e senza mobili ma decidemmo di prenderlo ugualmente.

Il giorno seguente mentre noi eravamo scese per andare a fare dei documenti ci hanno forzato e rotto la porta di casa, rubando l’unica cosa che era fuori dalle valigie, l’hard-disk esterno del pc di una di noi (eravamo 3).

Da quella casa siamo dovute fuggire anche perché il proprietario si ostinò a dire che era stata colpa nostra e che lì non era mai successa una cosa del genere, così mentre lui urlava a più non posso noi siamo andate via, di nuovo per strada.

Abbiamo trovato, tramite l’università, un ostello di fortuna, molto carino e pulito (per quelli che sono lì gli standard di pulizia).

In quest’ostello abbiamo pagato 500 reais al mese per un posto letto, dividevamo la stanza, il bagno con altre persone.

Solo dopo il primo mese siamo riuscite a trovare una casa solo nostra, ma l’unico modo lì per ottenere le cose è tramite “conoscenze”, è difficile farsi affittare una casa, ci sono una serie di documenti che dovresti avere, garanti e mensilità anticipate.

Noi ci siamo riuscite solo perché abbiamo conosciuto il figlio del proprietario.

Domicilio a parte un’altra nota stonata del Brasile è la burocrazia, quasi peggio della nostra.

Noi abbiamo passato giornate intere tra banche, uffici e polizia faderale per essere in regola con i documenti (anche se avevamo un visto concessoci dall’ambasciata brasiliana di Roma).

Inoltre tutti questi documenti ci sono costati molti soldi, è un luogo comune il fatto che il Brasile sia un paese economico….Il Brasile è carissimo!!!

Durante questi 4 mesi ho speso all’incirca 3mila euro, tra affitto, bollette e cibo, senza contare i 1250 euro di volo!

Bhè, le difficoltà sono state tante, tantissime, ed il popolo brasiliano non è così accogliente come dicono però questi 4 mesi sono stati l’esperienza più bella della mia vita.

Ora sono tornata per concludere i miei studi ma il mio futuro probabilmente sarà lì.

Tutto questo per dire che secondo me ci deve essere una forte passione alla base di un viaggio del genere.

Io sono innamorata della cultura e della lingua portoghese e resto incantata anche solo a parlare con un vecchino affacciato alla finestra a Santa Teresa (uno dei quartieri più antichi di Rio de Janeiro).

Detto ciò non vedo l’ora di ripartire, il Brasile ti entra nel cuore.

Grazie Manuela ed in bocca al lupo!

 

Fonte: Italiansinfuga

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martedì 28 Gennaio, 2020