Valerio Valeriano, il lombardo dei tre secoli

di Silvia Quadranti

Se penso ai miei due paesi, vorrei fare un grande omaggio a uno dei tanti Italiani emigrati in Argentina all´inizio del ventesimo secolo.

Valerio Valeriano nacque a Berlingo (Brescia) il 10 gennaio 1898. Da giovane si arruola nelle Forze Armate, dando i suoi primi passi nella Scuola di Aviazione di San Giusto (Pisa). Un po’ più avanti inizia a volare dei velivoli più grandi: tra gli altri i famosi bombardieri Caproni.

Diventa un notevole specialista in questo tipo di aerei. Siccome la sua grande preparazione era molto apprezzata, fu trasferito a Ghedi (Brescia) dove istruì i piloti che poi operarono al fronte di battaglia durante la Prima Guerra Mondiale.

Tra le altre sue esperienze c’è quella affrontata nel 1918 quando, già sergente pilota, fa parte della prima missione aeronautica di guerra.

Nel 1919, a guerra finita, si reca in missione in Sud America (Argentina) a bordo della nave a vapore Tommaso di Savoia, questo mentre gli aerei smontati erano trasportati su altri due convogli che attraversarono l’Oceano.

Valerio ValerianoUna volta a destinazione vennero assemblati per poi essere destinati ad usi civili, come per esempio servizi postali, trasportando plichi e giornali in varie destinazioni all’interno del Paese.

Ma le missioni da compiere riguardarono anche assistenza nelle emergenze climatiche che di quando in quando si manifestavano nell’immensa estensione dell’Argentina, visto che l’ex bombardiere Caproni, riadattato per usi civili, permetteva una capienza di otto persone, inclusi i due piloti.

Durante uno di questi voli per assistenza emergenziale, a causa di una inondazione (trasporto di tecnici che poi dovevano operare nelle aree colpite) improvvisamente a bordo scoppia un incendio e lì il nostro Valerio prende i comandi del velivolo e riesce miracolosamente a farlo atterrare in un campo adibito a pista di atterraggio. Durante la manovra, a causa delle fiamme, le sue mani soffrono di gravissime bruciature ma, pur nell’estrema sofferenza, il volo viene portato a termine. Per questa sua eroica impresa Valeriano riceve dal governo argentino la Medaglia al Valore.

Successivamente il 17 di ottobre dello stesso anno viene creata in Argentina la “Division de Aviacion Naval”, dopo che l’intera squadra italiana, compiuta la missione, rientra in Patria.

Ma trascorso poco tempo Valerio torna a Buenos Aires, si sposa con una italiana, Dolores Deleonibus, dalla quale ha avuto tre figli: Antonio (98 anni), Margarita (96 anni), e Carolina (93 anni), tutti attualmente viventi e residenti a Buenos Aires.

Nell’arco della sua vita Valerio ha svolto diverse attività, oltre a quella di tecnico, tra le quali il costruttore edile e il commercialista, sempre accompagnato dalla sua famiglia, che nel tempo ha incluso nipoti e pronipoti fino all’anno 2000, quando nel mese di febbraio muore alla veneranda età di 102 anni!

Possiamo senz’altro affermare come egli, nell’arco dei tre secoli attraversati nella sua esistenza, abbia rappresentato quella di un Lombardo che, tra le masse di emigrazione italiana in Argentina come del resto del Sudamerica, contribuì allo sviluppo del Continente che lo accolse a braccia aperte, esempio di quelle anime generose e disinteressate il cui ricordo ci auguriamo possa sopravvivere e servire da esempio alle generazioni future.

In ultimo ricordo che questa testimonianza non sarebbe stata possibile senza l’aiuto gentilmente concesso dal Dott. Claudio Enrique Gianolini, nipote di Valerio e figlio di Carolina, che ci ha aperto l’archivio anche fotografico dell’intera famiglia.

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