Cile: Inaugurato ospedale mobile italiano per aiutare le vittime del sisma — Lombardi nel Mondo

Cile: Inaugurato ospedale mobile italiano per aiutare le vittime del sisma

Tra le offerte d’aiuto della Ue, il governo del Cile ha scelto il progetto italiano, realizzato nella regione del Maule. La struttura ospita pronto soccorso, sale operatorie, terapia intensiva e 60 posti letto. Di Piera Matteucci

La nave che lo trasportava era salpata da Livorno nei primi giorni di maggio. Oggi, dopo due mesi di lavoro, è stato inaugurato nella regione Maule (zona centrale del Cile), colpita dal sisma del 27 febbraio scorso, un ospedale mobile da campo realizzato dall’Italia.

 

 

La struttura, costata quasi sei milioni di euro, è stata fatta a Siena dalla MMH con il contributo della Fondazione Monte Paschi di Siena ed è stata donata dall’Associazione Fatebenefratelli per malati lontani al Ministero della Salute cileno.

 

A metà di giugno sono iniziate le operazioni di installazione a cura del Dipartimento della Protezione Civile italiana e già dai primi giorni di luglio un gruppo di medici ed infermieri dell’AFMAL, guidati dal professor Danilo Celleno, ha messo in funzione le apparecchiature e ha predisposto il passaggio di consegne ai sanitari cileni, effettuando corsi di istruzione sui macchinari e partecipando all’attività clinica insieme ai colleghi cileni.

 

“Si tratta di un ospedale modulare – spiega il professor Danilo Celleno – una struttura completamente autonoma dotata di tutto il necessario per fare fronte alle emergenze e assistere i cittadini colpiti dal sisma. Oggi c’è stata la consegna ufficiale al governo cileno, ma già da martedì prossimo l’intero ospedale da campo sarà operativo”. Un pronto soccorso, due sale operatorie, un reparto di terapia intensiva, una sezione radiologica e un laboratorio d’urgenza: “Si tratta di una struttura abbastanza grande che ospita, all’interno delle tende pneumatiche, 60 posti letto – aggiunge Celleno – D’ora in poi a gestire l’ospedale sarà il personale cileno e saranno impegnate circa 40 persone tra medici e infermieri”. La zona, prevalentemente rurale, ha subito gravi danni alle strutture e dei 14 ospedali attivi prima del 27 febbraio, otto sono quasi del tutto inagibili. “Questo ospedale da campo – conclude Celleno – è stato pensato per dare un aiuto concreto alla popolazione e certamente sarà il punto sanitario di riferimento dell’intera regione”.

 

(10 luglio 2010)

Fonte: www.repubblica.it/esteri

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