Venezuela, la realtà quotidiana di Caracas, di Lara Antonelli
La realtà quotidiana in Venezuela tra sopravvivenza e ricchezza
C’é una evoluzione di tutto questo disastro ed é che negli ultimi 5 anni il paese ha continuato ad avere forti problemi di erogazione di acqua (1 volta a settimana, con il quarto fiume del mondo) luce (4-6 ore al giorno con acque e petrolio per produrla) e gas (bombole inesistenti con riserve di gas invidiabili) soprattutto nelle provincie dell’interno del paese, tranne la capitale.
La piú grande evidenza del lavaggio dei soldi da fonti illegali si evidenzia quasi ogni 2 o 3 mesi con l’ apertura un nuovo locale, ristorante, alimentari da importazione o di grandi supermercati e farmacie nuove o di nuovi piccoli centri commerciali .In alcune zone centrali, vedi palazzi estremamente lussuosi e avveniristici che sembrano fantasmi danzanti perché semivuoti.
Il giro di denaro da attività malavitose e da speculazioni hanno però permesso alla gente di sopravvivere perché i soldi hanno iniziato a circolare all’interno del paese e qualche privato é riuscito ad avere respiro.
É così: una economia molto stretta, succinta, circoscritta ad aree e settori della popolazione più privilegiata in genere ha dato agio ad una certa sopravvivenza alle classi sociali più povere .
Le medicine sono comparse ma comperarle per la stragrande parte della popolazione non é assolutamente facile, anzi e’ impossibile. Gli ospedali per assisterti ti chiedono soldi sottobanco. La medicina privata supera come prezzi quella americana degli Stati Uniti . Una assicurazione sanitaria é talmente esosa che risulta impensabile per i piú.
L’ inflazione viaggia a ritmi pazzeschi essendo i dollari la moneta di uso comune , ma anche in quella locale in bolívares. Vi sono tre/quattro sistemi di pagamento ma nessuno e’ esente dall’inflazione.
I prezzi cambiano ogni momento. Gli stipendi degli impiegati pubblici che sono in un numero spropositato servono a fare al massimo un paio di spese al supermercato. Le pensioni sono di circa 3 dollari al mese che equivale al prezzo di un kg di pomodori in Italia ( in Venezuela i pomodori costano di piu’)
Qualche privato é riuscito a “convivere” in queste condizioni o meglio a sopravvivere degnamente ma sono in un numero sempre più esiguo.
Alcune aziende sono state acquistate da coloro che fanno parte dell’ oligarchia che governa il paese e quindi si possono trovare nuovi brand nei supermercati, ma non nuovi prodotti essendoci nel paese tutto sommato, un monopolio di economico in mano a pochissimi privilegiati .
Gli 8 milioni di esuli non sono rientrati e non lo faranno per il momento anche se c’e’ la speranza di molti di poter tornare a casa.
I ricchi vanno in giro ostentando vestiti magari da 10000/20000 dollari, ma arrivando anche a 100000 a seconda dei gioielli che portano addosso.
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Mancano le risorse? Non sembrerebbe visto le costruzioni fantasma da miliardi di dollari ,le case, le macchine, i viaggi, gli aerei privati e le imbarcazioni di dimensioni pazzesche .
Vi sono zone e posti del paese interdetti ai piú, frequentate soltanto da una piccola minoranza di persone che possono godere , dove regna un lusso sfrenato con intere ville ricoperte di marmi di Carrara, giardini creati da designer di successo ed interi appezzamenti per case che sanno di troppo.
Una moderna nobiltà rinascimentale e feudale ? Ecco da chi hanno imparato!
E poi dicono che le sanzioni impediscono il paese di progredire? Chi dice ció ha poca vergogna o pochi neuroni. Oppure tutti e due.
E il petrolio?? La popolazione Venezuelana non sa com’è fatto, essendo regolarmente senza benzina per le vetture e asfalto per le vie bucate come un colabrodo.
Sicuramente negli ultimi 30 anni è stato venduto e regalato a Cina Cuba, Iran e Russia, ma non necessariamente a chi si vanti di volerlo oggi. Questi paesi gestiscono oramai le risorse e buona parte dell’amministrazione statale. Molti si chiedono adesso chi sarà ‘ il nuovo invasore ? Domanda faziosa : sono decadi che il paese e’ stato sequestrato e svenduto a paesi stranieri . La domanda vera e’ : continuerà la sopravvivenza di chi non ha nulla rispetto a chi si e’ preso tutto , compresa l anima di un popolo in un paese che potrebbe essere un paradiso ?
Lara Antonelli ( Caracas) – Venezuela



