Viaggio nei Comites

Viaggio nei Comites (Comitati degli italiani all’estero)

per una alleanza con le Associazioni italiane dell’emigrazione,

le Consulte regionali dell’emigrazione e le Regioni italiane.

Daniele Marconcini e la Redazione del Portale dei Lombardi nel Mondo, diretta da Luciano Ghelfi, ha iniziato un viaggio nei Comites per far conoscere la realtà della nostra rappresentanza all’estero dopo che le ultime elezioni per il loro rinnovo si sono concluse con una bassissima partecipazione, complice non solo la situazione pandemica, ma anche le modalità di voto e una comunicazione insufficiente. Un risultato che ha portato il segretario generale del CGIE (Consiglio generale degli italiani all’estero) Michele Schiavone, prima dell’apertura della IV Conferenza Stato-Regioni – CGIE, Province autonome, a dichiarare questo voto «un flop umiliante e immeritato», dopo 35 anni dalla istituzione dei Comites, essendo andati a votare solo il 2,9% degli iscritti all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero). Occorre ricordare che il CGIE aveva chiesto al Governo di rinviare le elezioni dei Comites a causa della pandemia e che si era dichiarato contrario alla introduzione della cosiddetta «opzione inversa» inerente al voto per corrispondenza, consentita solamente agli elettori che avessero fatto esplicita richiesta al competente Ufficio Consolare.

Secondo Luigi Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, le  operazioni di voto delle elezioni dei Comites «si sono svolte regolarmente e la Farnesina ha lavorato costantemente per garantirle». A suo avviso, le ragioni della bassa affluenza vanno ricercate in una «perdurante disaffezione per i Comites; così come sono strutturati, necessitano di una riforma che li ponga più in sintonia con le collettività», anche perché «dall’entrata in vigore della legge sui Comites, il numero dei connazionali all’estero si è raddoppiato», sottolineando poi che «l’incremento delle liste, il 56% in più rispetto alla precedente tornata è un dato significativo, che conferma la forte volontà dei connazionali di partecipare alla vita della rappresentanza».

In questo viaggio nei Comites di Lombardi nel Mondo, sono stati posti dei quesiti: in quali condizioni operano rispetto alle esigenze poste dai nostri connazionali all’estero? Quali i rapporti con la rete consolare italiana e il CGIE e con le rappresentanze istituzionali in Italia, a cominciare dai parlamentari eletti all’estero?

 

Daniela Di Benedetto

Secondo Daniela Di Benedetto, presidente del Comites di Monaco di Baviera (Germania), manca una certa operatività, sia per la mancanza di una seria programmazione e sia per un carenza di fondi che non consente l’utilizzo delle professionalità adeguate. Inoltre, avendo i Comites una personalità giuridica italiana, questo limita fortemente la possibilità di svolgere delle azioni significative nei paesi stranieri. Inoltre, vi è la necessità di una maggiore informazione presso i nostri concittadini all’estero, rafforzando il rapporto con il CGIE e facendo in  modo che i parlamentari seguano meno le logiche di partito nella loro azione istituzionale. A suo avviso, sta diventando sempre più difficile emigrare scegliendo di vivere in Germania, a cominciare dall’inserimento nel mondo del lavoro e dal costo che comporta il trovare una sistemazione abitativa adeguata, situazioni che portano spesso molti italiani ad avere comportamenti sbagliati e irregolari.

 

Sempre in Germania, è proseguito il nostro viaggio con la presidente del Comites di Colonia Simonetta Del Favero, una vita da emigrante prima dal Bellunese alla Sardegna, per poi approdare nella città tedesca, che conta ufficialmente 134mila connazionali, ma con una presenza reale di almeno il doppio di italiani, una costante rilevata anche in altre realtà. Simonetta, eletta nel CGIE e tornata a lavorare nel Comites, ha evidenziato le enormi difficoltà di svolgere un ruolo nel Consiglio generale degli italiani all’estero per chi è ancora in attività lavorativa, accentuata negli ultimi tempi dalle restrizioni dovute alla pandemia, illustrando gli aspetti più salienti della sua esperienza. Per Simonetta, che è anche componente della Consulta dei Lombardi nel Mondo, occorre migliorare gli assetti degli organici delle reti consolari, costantemente sotto organico e con difficoltà a reperire il personale per la loro scarsa attrattività lavorativa ed economica, che comporta nel suo Consolato diversi mesi di attesa per espletare le pratiche amministrative. Infine, ha rilevato la sempre minore presenza dell’associazionismo storico degli italiani all’estero in seno alle nostre comunità.

 

Mariano Gazzola
Franco Tirelli

Successivamente, vi è stata l’intervista di Daniele Marconcini con il presidente del Comites di Rosario (Argentina) Franco Tirelli, storico collaboratore dell’Associazione dei Mantovani nel Mondo, col quale ha collaborato a suo tempo per il gemellaggio sanitario tra l’Azienda ospedaliera di Mantova e l’Ospedale Giuseppe Garibaldi finanziato con fondi della Cooperazione regionale lombarda e del vice segretario del CGIE per l’America Mariano Gazzola. Tirelli nella sua analisi sulla consultazione  per l’elezione dei Comites ha posto l’accento sulle difficoltà di informare tutti i connazionali che ha penalizzato la partecipazione, esprimendo per il futuro voto politico degli italiani all’estero il suo favore  a semplificare le Circoscrizioni elettorali, riducendole a due: una per l’Europa e l’altra per il resto del mondo. Rispetto alle critiche rivolte alle formazioni politiche nate e radicatesi all’estero, sia Tirelli sia Gazzola hanno respinto la tesi che non rappresentino gli interessi nazionali. Ambedue hanno evidenziato come la crisi economica in Argentina stia portando molti discendenti di italiani a cercare la documentazione per l’ottenimento della cittadinanza e le difficoltà di usufruire dei servizi consolari anche qui carenti di personale. Mariano Gazzola ha evidenziato problemi nell’attività del CGIE e dei rapporti con il MAECI, il Ministero degli Affari Esteri. Infine, sono stati esaminati i rapporti con il Governo e le istituzioni argentine nell’attività dei Comites a favore degli italiani residenti.

 

Michela Di Marco
Daniela Sanzone

Il viaggio nei Comites è proseguito poi in Canada, e precisamente a Toronto, con l’intervista alla presidente Michela Di Marco e alla vicepresidente Daniela Sanzone. Il Canada è una mèta ambita da parte di molti giovani che vogliono emigrare, ma è molto difficile risiedervi in modo permanente, anche se il permesso di soggiorno ha la durata di un anno. Vi è un forte associazionismo regionale e un ottimo rapporto tra le autorità consolari italiane e quelle canadesi. Si è discusso inoltre delle caratteristiche della nuova emigrazione, rispetto a quella storica, e dell’attività dei Comites che avrebbero bisogno di maggiori risorse anche per la grande estensione dei territori di competenza. Nelle varie interviste, abbiamo infatti verificato che la dotazione dei Comites, anche con oltre 100mila residenti AIRE ,va dai 10mila ai 20mila euro, chiaramente insufficienti per svolgere un’attività più estesa. È comunque positiva l’azione di coordinamento Intercomites in Canada, che ricordiamo si concentra su una comunità italiana presente principalmente nelle città di Montreal, Ottawa, Toronto e Vancouver, con circa 200mila residenti permanenti, ma con un milione e mezzo di discendenti in tutto il Canada. Questo, a nostro avviso, pone il problema del riacquisto della cittadinanza di molti connazionali nati in Italia, persa quando non era ammessa la «doppia cittadinanza», a fronte del  paradosso di una legislazione che consente con una legge giolittiana di divenire italiani a tutti gli effetti per ius sanguinis anche dopo generazioni.

 

Elton Diego Stolf

Tornando in Sud America, e precisamente in Brasile, Lombardi nel Mondo ha intervistato l’avvocato Elton Diego Stolf del Comites di Curitiba-Santa Caterina, il quale ha illustrato la sua attività in una delle comunità storicamente più importanti dell’emigrazione italiana transoceanica di fine Ottocento. Un’emigrazione soprattutto trentina. Gente emigrata quando il Trentino Alto Adige ancora non faceva parte dello Stato nazionale unitario. Diego ha trovato naturale e quasi doveroso venire in Italia, nella terra degli avi, per completare la propria formazione culturale e professionale. Dopo la laurea in giurisprudenza, ha partecipato a dei master in Diritto e relazioni internazionali e sulle politiche dell’integrazione europea, proseguendo i suoi studi all’Università di Trento, venendo nominato consultore della Provincia autonoma di Trento. L’avvocato Stolf ha evidenziato come i Comites debbano rappresentare la società civile e non gli interessi di parte, come spesso è avvenuto in passato, evitando che diventino un palcoscenico per i partiti politici. Dopo anni di gravi difficoltà nell’attività della nostra rete consolare e nell’erogazione dei servizi ai connazionali, secondo Stolf, ora sembra che vi sia un miglioramento, anche se permangono i soliti problemi legati alla mancanza e di risorse per i Comites. Nel corso dell’incontro è stato posto l’accento sulla necessità di una maggiore partecipazione della società civile ai Comites, a cui partecipano molto spesso figure più interessate a fare lobby o a promuovere interessi di partito che a promuovere il bene comune.

 

Enrico Zanon

   L’ultima intervista di Lombardi nel Mondo è quella con Enrico Zanon, consigliere del  Comites e segretario del Circolo PD di New York, dove su 91mila iscritti all’AIRE hanno partecipato al voto per il Comitato degli italiani all’estero solo mille connazionali. Ricordiamo che su circa 200mila residenti italiani AIRE negli USA quasi la metà vive nell’area di Newark-New York e che rispetto al vicino Canada è molto più difficile operare con la nostra comunità, che conta tra l’altro circa 28 milioni di discendenti in una società molto inclusiva come quella statunitense. In questo incontro, Daniele Marconcini ha messo a confronto la sua esperienza americanam svolta per alcuni anni a Filadelfia per una Fondazione italoamericana, con quella di Enrico Zanon, arrivato negli States per motivi professionali, come la maggior parte di coloro che fanno parte della  nuova emigrazione. New York deve essere considerata un mondo a parte rispetto ad altre realtà americane, in quanto pur essendo molto apprezzato il made in Italy in tutte le su forme: economiche, culturali e artistiche, l’italianità si esprime su livelli diversi dalle competenze e dalle possibilità del Comites. Inoltre, se in altri ambiti risulta comprensibile la difficoltà di coprire gli organici dei Consolati, stupisce la difficoltà di avere un numero adeguato di personale in una sede prestigiosa come quella di New York che, secondo i dati forniti da Zanon, ha solo 12 funzionari sui 35 previsti. Questo fa pensare, rispetto alle opinioni espresse a vari livelli ministeriali. Il disinteresse al voto per i Comites si lega molto spesso alla inadeguatezza dei servizi consolari, per mancanza di un numero congruo di personale amministrativo  ed operativo. Infatti, nel corso delle varie interviste, il giudizio dei connazionali sui Comites è spesso legato a quello sui Consolati, e non sempre è positivo.

 

Come avrete notato da quanto riportato all’inizio di questo articolo, l’Associazione dei Mantovani nel Mondo e la sua Consulta dei Lombardi nel Mondo ritiene fondamentale nei rapporti con i Comites e il CGIE l’inserimento delle Regioni italiane e un collegamento con le principali associazioni italiane che si occupano di emigrazione, per integrare l’insufficiente azione centrale sia parlamentare sia di governo per gli italiani e gli italici all’estero, con questi ultimi in numero oramai preponderante rispetto ai primi, come evidenziato da Piero Bassetti nel suo Manifesto «Svegliamoci Italici», e dalla sua successiva elaborazione in cui il concetto di emigrazione viene oramai superato da quello di una mobilità diffusa, evidenziata anche nelle interviste qui presentate. Una mobilità spesso doppia rispetto a quella di coloro che sono iscritti all’AIRE ( Anagrafe italiani residenti all’estero), accomunata negli ultimi anni da una base di partenza non più dalle Regioni economicamente più deboli, ma da quelle più ricche, come Lombardia e Veneto.

 Daniele Marconcini

 

Cosa sono i Comites?

I Com. It. Es. – Comitati degli Italiani all’Estero – sono organismi di rappresentanza degli italiani all’estero istituiti nel 1985 dalla Legge n. 205/1985, attualmente disciplinati dalla Legge 23 ottobre 2003, n. 286 e regolamentati dal DPR 29 dicembre 2003, n. 395. La Circolare Ministeriale n. 4 del 6 dicembre 2007 ha aggiornato le modalità di erogazione dei contributi ai Comites, al fine di semplificare e razionalizzare le procedure.

I Comites sono eletti dagli italiani residenti all’estero in ciascuna Circoscrizione consolare in cui risiedono almeno tremila connazionali iscritti all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero).

I Comites sono composti da:

12 membri nelle Circoscrizioni Consolari in cui risiedono almeno 100.000 connazionali;

18 membri qualora il numero dei connazionali residenti sia maggiore.

I Comites sono «organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari» (art. 1, comma 2 L. 286/2003). Pertanto, possiedono un ruolo tanto nei confronti delle collettività, di cui sono espressione, tanto dell’Autorità consolare, con la quale mantengono rapporti di collaborazione e cooperazione attraverso un «regolare flusso di informazioni», al fine di tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini italiani residenti all’estero.

Con riguardo alle loro funzioni, i Comites contribuiscono a individuare e promuovere le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento; con particolare attenzione nei confronti delle tematiche delle pari opportunità, dell’assistenza sociale e scolastica, dei giovani, della formazione professionale, del settore culturale, dello sport e del tempo libero.

A séguito delle elezioni dell’aprile 2015, operano oggi 101 Comites elettivi, a cui si devono aggiungere 5 di nomina consolare. I Comitati sono così distribuiti: 47 si trovano in Europa, 42 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania e 7 in Africa.

Comites

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