Fare affari coll’immondizia — Lombardi nel Mondo

Fare affari coll’immondizia

Fare affari coll’immondizia è da noi una pratica consolidata. Nonostante il ritardo italiano nella raccolta differenziata, l’ultimo decennio ha visto un gran proliferare sul nostro territorio di imprese specializzate nella raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti. Di Marco Stella

Fare affari coll’immondizia è da noi una pratica consolidata.

Nonostante il ritardo italiano  nella raccolta differenziata, l’ultimo decennio ha visto un gran proliferare sul nostro territorio di imprese specializzate nella raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti.

 

 

 

Ciò è stato reso possibile dopo che, durante gli anni novanta, i municipi italiani hanno iniziato a render obbligatoria la raccolta differenziata, ed in questo modo possibilitare agli imprenditori del settore il calcolo della “materia prima” a disposizione. Sempre negli anni novanta molte imprese hanno offerto ai municipi pacchetti completi per la gestione dei rifiuti  dalla raccolta alla messa in funzione di centri di stoccaggio e smistamento. È nato di fatto un nuovo settore economico, quello legato appunto alla raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, un settore che guadagna in tutte e tre le fasi. Ho detto in tutte e tre perchè anche se non molti cittadini hanno mai pensato a questo la maggior parte delle imprese del settore guadagnano non solamente rivendendo alle industrie la nuova materia prima, ma ricevono dai municipi parte delle tasse dello smaltimento dei rifiuti pagate dai cittadini (tassa che dovrebbe esser abolita nei casi in cui la raccolta non fosse più gestita direttamente dal municipio ma data in gestione ad imprese specializzate). Lasciamo perdere i vizi e le mafiette all’italiana, obiettivo di questo articolo è saper leggere tra le righe dei semplici dati che seguono la possibilità di fare affari con il settore della raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti in Brasile.

 

195.000 sono le tonnellate di rifiuti raccolti ogni giorno in Brasile nel 2010 (6% in più all’anno precedente)

61 milioni sono le tonnellate di rifiuti raccolti in tutto il 2010

6,5% dei rifiuti non vengono raccolti ed inquinano fiumi e mare

42% dei rifiuti non sono riciclati ma abbandonati in discariche a cielo aperto

3.205 sono i municipi brasiliani che hanno alcune forme di smaltimento dei rifiuti, comunque molto elementari. (i municipi sono 5.565)

 

Il dato più importante è che entro il 2014, attraverso la legge di Politica Nazionale dei Residui Solidi, il Brasile metterà al bando le enormi discariche a cielo aperto iniziando così un processo che porterà, come nei nostri anni novanta, all’obbligo da parte di tutti i municipi di organizzare al meglio la raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti.

 

I numeri penso che parlino da soli, stiamo parlando di un paese a crescita rapida, dove la maggior parte della popolazione è concentrata in aree metropolitane come São Paulo e Rio de Janeiro, che insieme fanno circa 30 milioni di abitanti. Un mercato appetibilissimo dove verso il quale sarebbe interesante che alcune imprese lombarde guardassero ed iniziassero a tastare il terreno.

 

Marco Stella, Rio de Janeiro

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martedì 28 Gennaio, 2020